Otto metri di stoffa per raccontare la donna moderna

La figura femminile è da sempre musa per i più grandi artisti di qualunque tempo. Scrittori e pittori, scultori e musicisti, tutti hanno dedicato almeno una delle loro opere alla donna. Come dar loro torto del resto? La sensualità, la semplicità, la purezza, sono tutti simboli che si adattano perfettamente alle figure femminili che vediamo rappresentate nella tradizione artistica di ogni disciplina creativa del passato ma anche dell’epoca moderna.

L’ultima opera dedicata alla donna contemporanea ce la regala Adriano Nardi (noto artista italiano già autore di diverse opere appartenenti a collezioni importanti come la Collezione Farnesina, Fondazione Zucchelli e Premio Vasto) su ben otto metri di tessuto ricamato in cui ci racconta tutte le sfumature che il gentil sesso presenta nella nostra società fortemente influenzata dai social media e dal marketing in generale.

Nella mastodontica opera si alternano scorci di tessuto e stralci di giornale accuratamente accostati l’uno all’altro, a formare un vero e proprio mosaico ricco di figure che esprimono l’indipendenza e la voglia di apparire diverse, indipendenti e forti, delle donne moderne. In particolare l’artista ha tributato un omaggio alle Suicide Girls (dalle quali l’opera trae anche il suo nome “Suicide Painting”), simbolo di questa rivoluzione e ricerca d’indipendenza che molte ragazze esprimono attraverso il proprio corpo.

Le Suicide Girls, al contrario di quanto suggerirebbe il nome, sono donne piene di vita che vogliono emergere e distinguersi adottando una forma di bellezza alternativa, una fusione fra punk anni 70, pin up e Japan style, tramite foto sensuali pubblicate sul web in collaborazione con fotografi e stilisti indipendenti. Secondo l’artista, la policromia dei tatuaggi, di capelli e trucco, fanno emergere la volontà della donna contemporanea di affermare la propria diversità e voglia di indipendenza che tanto hanno segnato il nostro secolo.

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